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sabato 11 dicembre 2010
giovedì 30 settembre 2010
Che avrà voluto dire ?!?
C'era il mare. E questo già era un aspetto piacevole; un mare strano però, vicino e lontano, grande ma piccolo, a strapiombo ma con la spiaggia. Insomma in un sogno ci si può mettere tutto, non si ha bisogno di quadrare le cose; l'importante, in un sogno, è che si stia bene, che lasci al mattino un buon sapore. Altrimenti è un incubo.
Stavo in un posto gradevole, in una casa gradevole che però non si era liberata ed era come se convivessimo con altre persone, ma non era fastidioso anzi c'era un clima di serena coabitazione. Io ero come ora, ma solo dentro, fuori ero diverso, forse giovane non ricordo. Ma una cosa me la ricordo bene : vivevo in quella giovinezza ciò che nella vita vera non ho vissuto; avevo sensazioni che avrei voluto provare e non ho provato, ricevevo qualcosa che, invece, mi è stato negato. E nel sogno sapevo che un giorno avrei provato nostalgia per quello che non c'era stato e mai ci sarebbe stato.
Stamattina mi sono svegliato con un senso di sottile smarrimento, con la consapevolezza di aver capito qualcosa che finora mi era sfuggita: l'affetto, la tenerezza, la complicità, l'intimità sono come il pane, bisogna consumarle fresche. Dopo possono essere buone lo stesso ma non sarà la stessa cosa.
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