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domenica 16 gennaio 2011

Serate tra amici.



Al netto di comportamenti che abbiano una rilevanza penale resta la tristezza di vedere un anziano molto ricco che potrebbe fare cose grandi che davvero lasciassero in tutti noi un ricordo grato, mentre invece si ostina ad inseguire qualcosa che nessun denaro riesce a dare.
Perché il punto è questo : il sesso, se c'è stato o non c'è stato, non cambia di una virgola la riprovazione non priva di un briciolo di pena per una persona sostanzialmente sola, malata e che, essendosi per tutta la vita circondata di yes-man, oggi non trova nessuno che con dolcezza la fermi.
Ma ve le immaginate le serate bunga-bunga ? Con lui che racconta barzellette che non fanno ridere , si mette al centro dell'attenzione, si sente gratificato da tutta quell'apparente attenzione di giovani ragazze annoiatissime e che annuiscono pensando a cosa potranno acquistare con il denaro che il sultano regalerà loro. Alle ragazze non frega assolutamente nulla ne del Cavaliere ne di quell'altro vecchio satiro di Fede, importa solo ciò che possono offrire loro e non solo in termini di denaro. Sia chiaro, questo non le giustifica , ma sono espressione più o meno consapevole di una categoria che non ha valori e che usa le chiavi che gli vengono offerte per entrare, o credere di farlo, in un mondo patinato che non sarà mai il loro.
Se solo capisse che sta offrendo il peggio di se alla sua famiglia forse si fermerebbe d'improvviso come folgorato da un'immagine sgradevole. Ma non è così purtroppo, prigioniero di se stesso precipiterà nell'abisso almeno fino a quando i medicinali lo sosterranno; poi scomparirà. Umanamente parlando, come quei pupazzi pieni d'aria cui viene tolto il soffio che li tiene in piedi.

mercoledì 8 dicembre 2010

Uffa che noia !!



Tanto per ragionare un po' sui numeri, guardavo che nel 2008 in Italia c'erano quasi 57 milioni di abitanti; di questi i cosiddetti aventi diritto erano poco più di 47 milioni ed a votare effettivamente, quelli cioè che si sono recati alle urne a prescindere dal fatto che abbiano votato scheda bianca o nulla, furono più o meno 39 milioni. Di questi 39 milioni di italiani 13,6 votarono per il PDL; quindi se la matematica non è un opinione, degli aventi diritto diciamo che circa il 30% scelse il partito di Berlusconi e se rapportiamo lo stesso numero di voti non agli aventi diritto ma agli “italiani” o al “popolo” come dice l'utilizzatore finale, questa percentuale scende al 23%. Questo ragionamento numerico non vuole assolutamente mettere in discussione la legittimità della vittoria del centrodestra ma semmai l'affermazione che ci ha accompagnato i questi due anni, ancora adesso che i numeri dicono altro, e cioè che gli italiani sono con lui. Tutt'altro, se vogliamo la maggioranza degli italiani non è affatto con lui, anzi ; il problema è che questa maggioranza non è capace di coagularsi attorno ad un progetto credibile che possa trasformarsi in un successo elettorale.
Ma ripetere una menzogna all'infinito, si sa, la fa diventare una verità , così molti probabilmente alla domanda se Berlusconi ha il sostegno della maggioranza degli italiani risponderebbero di si.
Così oggi ci sembra che il PDL possa andare tranquillamente alle elezioni sapendo di poter vincere di nuovo eppure vogliono andare avanti con la legislatura in nome della stabilità; in realtà sanno benissimo che una vittoria non è così scontata. Il neonato FLI invece cannoneggia ogni giorno sul governo ed ancor di più sul Presidente del Consiglio, ma alla fine si accontenterebbe di un rimpasto. Glisso sul centrosinistra per carità di patria.
Il punto è che mai come in questo momento le idee sono state poche e confuse, se escludiamo il governo degli affari; nessuno in questo momento è in grado di dire quale Italia possiamo aspirare di vedere prima di morire, viviamo in un vuoto pauroso di idee tanto da rimpiangere quasi le ideologie.
Io ogni giorno dico “Uffa”; uffa alle solite facce di tolla che non si vergognano di affermare tutto ed il contrario di tutto, ai principi sbandierati solennemente e rinnegati un attimo dopo o applicati solo agli altri, uffa alle vicende private di un anziano “leader” prigioniero dei suoi vizietti e forse anche di qualcos'altro, alla pochezza del dibattito politico che invece di parlare di futuro parla solo di passato.
E io che di futuro non ne ho più tantissimo divento nevrastenico !

giovedì 12 agosto 2010

Canonizzazione.


In questo momento della storia repubblicana Fini è diventato il beniamino degli antiberlusconiani; non si potrebbe non guardarlo con simpatia, considerando che probabilmente (a parte i giudici comunisti) è la persona che più ha fatto soffrire il nostro caiNano negli ultimi anni. Forse persino più della signora Veronica.
Ma, come si suol dire, io voglio ricordarlo così, come l'uomo che è stato Vicepresidente del Consiglio per cinque anni, che non ha battuto ciglio sulle leggi più schifose dopo quelle razziali, emanate, guarda te il caso, proprio da quell'uomo della Provvidenza cui il nostro si è ispirato per anni; come l'uomo che ha taciuto di fronte agli attacchi sconsiderati che il suo ex sodale ha portato avanti negli ultimi sedici anni contro i magistrati, tutti nel loro insieme; l'uomo che , debuttando da vice, assistette impassibili alla carneficina di Genova.
Voglio ricordarlo così proprio oggi che potrebbe essere, ironia della sorte, colui che segna la fine del berlusconismo almeno nella sua fase conclamata.
Ma poiché sono fondamentalmente un buono e penso che ognuno si possa redimere sempre dandogliene l'occasione, ben venga il Fini legalitario e moralizzatore (come direbbe Lotito) purché questa sua nuova missione sia davvero sospinta dalla legittima aspirazione ad essere il leader di una destra europea, repubblicana, democratica.
Due paroline sulla casa di Montecarlo.
La prima è che, rispondendo alle farneticazioni di (scusate la parola) Gasparri, un conto è un bene privato come può essere l'immobile di un partito altro sono i soldi dei contribuenti utilizzati, se pur in modo indiretto, per pagare case a ministri; la seconda è più che una parola una curiosità : ma il Giornale ce l'aveva già il dossier su Fini? Io penso di si, perché il tempismo con cui la cosa è stata tirata fuori è troppo preciso per pensare ad una casualità. Allora mi chiedo : ma prima del “tradimento” del reprobo Gianfranco non era disdicevole aver venduto un bene del partito ad una società off-shore di un congiunto, sebbene acquisito? Oppure non conta tanto l'atto in se quanto la fedeltà al Capo e dunque l'onestà dei comportamenti non è un valore assoluto ma relativo? E ancora : quanti dossier, più o meno veri, saranno in possesso del caiNano? E questo non potrebbe essere un altro avvertimento verso un dissenso che sembra sotterraneo ma che stenta a venire alla luce, forse perché sono in molti ad avere scheletri più o meno grandi, nell'armadio? E da ultimo una domanda che mi toglie il sonno: il Giornale può essere considerato un giornale?

sabato 31 luglio 2010

Putrefazione.


Lo spettacolo offerto dallo stato maggiore del sedicente Partito delle Libertà in occasione del compleanno del Ministro Rotondi, ministro per l'attuazione del programma e quindi di fatto un disoccupato, è stato forse una delle migliori rappresentazioni di una classe politica da tardo impero più che da terzo millennio. C'erano più iscritti nel registro degli indagati che al partito stesso, c'erano Ministri donne quindi rappresentanti delle istituzioni, con le tette di fuori (e non in senso metaforico) , c'era il Fido Scodinzolini e compagnia cantante.
Che dire, uno spettacolo disgustoso, proprio in un momento in cui il sedicente Partito delle Libertà autocertificava la sua sempre tardiva fine. Spettacolo dentro la politica e politica dentro lo spettacolo; un frame, come direbbe l'amica Jonuzza, che ferma nella melma più che nel marmo, la rappresentazione di una sedicente classe politica che fa della politica un luogo di mercimonio.
Sono preoccupato, sinceramente e profondamente, ma non tanto per me che ho avuto il privilegio di conoscere giorni nei quali la politica voleva dire Moro, Berlinguer, Pertini, Spadolini , ma per chi è nato negli anni '90 e che , nonostante la nostra pervicace volontà di non dimentica e far dimenticare, ha assistito solo a questo squallore e pensa, forse a ragione , che la politica oramai sia solo questo. Nani, ballerine e malfattori.

Separati alla nascita.

venerdì 22 gennaio 2010

Oltre il processo breve.




Non dite che B. non è un grande statista.
Mentre la sinistra ha flirtato per anni con i giudici comunisti, nascondendo i veri problemi dietro la difesa corporativa di antichi privilegi, come possono ben testimoniare i due più pericolosi giudici sovversivi, Falcone e Borsellino, lui in quattro e quattr'otto ha trovato la formula magica per aggiustare la traballante giustizia italiana.
Ora, trovato il metodo giusto sarà semplice applicarlo ad altri settori della stato a cominciare dalla sanità, istituendo la semplice “guarigione breve” ; tempi certi e predeterminati per ogni paziente, diciamo dieci giorni , e poi via, fuori dagli ospedali per far posto ad altri clienti.....cioè pazienti.
Se vogliamo, alla fin fine, una volta stabilito il principio che nulla può durare oltre un tempo predeterminato, ecco che si potrebbe applicare ai ristoranti: due ore massimo per un pranzo completo, chi ha finito ha finito, gli altri fuori dalle palle!
Per scendere alla vita di tutti i giorni penso ad un'applicazione anche per le coppie; cos'è quella roba che dura ore, altro che preliminari e coccole, dieci minuti e via chi ha finito ha finito.
Certo, forse in questo settore, la realtà ha già superato la fantasia, almeno a giudicare da quel che si dice in giro !

lunedì 11 gennaio 2010

Era tanto che...

....non parlavo di B.
E non sono per la teoria dei complotti; però qualche domanduccia bisogna pur farsela , conoscendo il soggetto, no?!?