I miei sogni si dividono in due grandi categorie : quelli di giorno, che faccio ogni tanto astraendomi totalmente dalla realtà circostante, e quelli di notte , dei quali non sono responsabile e che non sempre è lecito raccontare.
Ma stanotte più che un sogno mi è sembrato di vivere in una specie di commedia all'italiana, sapete quei film degli anni cinquanta, con i grandi protagonisti di quell'epoca, con un tormentone che si snoda per tutta la durata della pellicola , per risolversi solo alla fine.
Ecco, io stanotte dovevo pagare l'affitto della nuova casina dei miei rampolli e combattevo costantemente con assegni circolari i cui importi non raggiungevano mai il totale da versare. La cosa strana poi è che una parte andava versata all'avvocato proprietario dell'appartamento (come nella realtà), un'altra, chissà perché, prima ad un mio zio, fratello di mia nonna, morto nel lontano '74; il quale, non chiedetemi perché, se ne stava comodamente seduto sulla poltrona di un barbiere, con la faccia tutta insaponata . Poi, con uno scambio di ruoli improvviso, dovevo dare quella parte a mio padre, il quale, sorridendo mi diceva che c'era una giovane ucraina che l'aspettava ed io ero sorpreso non tanto da quel fatto quanto dal suo maglione che, cosa impossibile per mio padre, era tutto macchiato di vernice. In tutto questo io stavo sdraiato su di un letto pieno di borse e valige e cercavo di compilare questi assegni rendendomi conto che, ogni volta, i conti non tornavano,
Non so se tutto questo ha un senso, forse le questioni legate all'affitto di quest'appartamento per i miei ragazzi, nella realtà mi ha preso molto di più di quanto mi sia accorto; è un impegno finanziario considerevole ed anche una scommessa sul mio secondo figlio che di studiare non ne ha una gran voglia.
Ma tant'è, questo è stato il sogno; e stamattina , non ci crederete , mi sono alzato stanco.
Dei sogni ad occhi aperti non posso dirvi nulla.