sabato 5 giugno 2010

Passerotto non andare via.


Esterno giorno.
Stazione degli autobus.
Persone che si muovono rapidamente in cerca del mezzo giusto, altre che aspettano pazienti con sporte della spesa, passeggini con bambini, cani.
La ragazza è appoggiata con le spalle ad una delle colonne squadrate del portico, tiene il ragazzo per i polsi come se volesse trattenerlo. Piange. Non di un pianto disperato piuttosto rassegnato. Le lacrime scendono lente senza alcun ritegno su di un visino adolescente, pulito , chiaro. Lui se ne sta dritto e rigido, il linguaggio del corpo è evidente; mostra insofferenza e fretta di uscire da una situazione forse imbarazzante, forse seccante. E' del tutto evidente che si sta consumando un piccolo dramma d'amore, come altri mille e mille in tutto il mondo , forse nello stesso momento. Ma alla ragazza interessa poco del mondo in quel preciso istante, interessa alla ragazza la personale tragedia che si sta consumando. I due corpi esprimono in modo chiaro i diversi atteggiamenti, una vorrebbe trattenere l'altro desidera andare.
Sento, passando rapidamente, lei che quasi istericamente ripete....perché.....perché....perché.
Non c'è un perché , piccola mia, è la vita, è così; forse chissà per te è la prima volta e ti sembrerà di morire impreparata come sei a capire i sentimenti. Ora ti sembra che il mondo ti cada addosso, che non valga più la pena di far nulla perché il tuo amore non ti vuole più,ti sentirai un nulla, ti sentirai diversa, appestata , segnata eppure piano piano passerà. Le delusioni d'amore sono come i bernoccoli e nulla serve avvertire, proprio come il bimbetto che cammina appena e che deve cadere e provare anche il dolore su se stesso prima di comprendere. Questo non significa che non camminerà più, significa solo che , come in amore, le sofferenze aiutano a crescere e capire.
Questa è la serena e pacata reazione di un uomo maturo.
Il padre invece, vorrebbe acchiappare quello stronzetto per quell'orrenda cresta che porta in testa e, prendendolo ripetutamente a schiaffi, urlargli in faccia” ti rendi conto della fortuna che ti era capitata tra le mani?!? Guardala questa creaturina, così delicata e graziosa, sensibile ed intelligente (che mi chiedo tra l'altro come mai possa essere innamorata di una nullità del genere) , come puoi mai pensare di farla soffrire, ameba indegna di stare la mondo?!? Sparisci dalla nostra vista, infame, e ringrazia che oggi sono di buon umore!!
Lo so, non sarebbe giusto; ma io, capitemi, ho una figlia femmina.

10 commenti:

Susanna Bonaventura ha detto...

Oh, come ti capisco!
Io di figli ne ho due: una femmina e un maschio.
Soffro, indistintamente per l'una e per l'altro, più per le loro pene d'amore che per quelle che alla loro età ho vissuto io.
C'è più dolore a guardare impotenti il dolore di chi si ama che soffrire in prima persona.
Buona vita.

Anonimo ha detto...

Io ho solo un figlio maschio, ma avrei avuto la stessa reazione di quel padre di figlia femmina! Oh, intendiamoci, esistono anche ragazze che fanno soffrire così i ragazzi, eh, non c'è scampo!
Biba

Giangiacomo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giangiacomo ha detto...

Mah!
Sicuro che non fosse lei la stronzetta?
Perché ce ne sono tante, sai?
E poi, non è che sei preventivamente un po' geloso?
=)
....
P.S.: Anch'io ho una femmina e un maschio (23 e 18 anni)...

unodicinque ha detto...

chi dei due sia incline alla stronzaggine è difficile stabilire; spesso le parti in una coppia si mescolano e si invertono. Io penso che raramente le "colpe" siano ascrivibili ad uno solo dei due. Ma non posso non mettermi dalla parte di chi sembra sinceramente sofferente soprattutto pensando che in quella situazione ci si potrebbe trovare, un giorno non lontano, mia figlia.

Miriam ha detto...

Non è così semplice dare un giudizio in questi casi. Quando una storia sentimentale non decolla, dipende da tanti fattori.
Temo invece che, sempre di più, il nocciolo della questione sia da ricercarsi nella mancata educazione sentimentale, quanti adolescenti vengono educati al rispetto e al valore dei sentimenti? E quanti tra noi adulti vaccinati sappiamo trasmettere ai più giovani l'importanza di far capire che con i sentimenti non si scherza e non si gioca?
Sempre di più si bruciano le tappe, ma questi ragazzi che saranno gli adulti di domani, spesso sono impreparati nei confronti della gestione delle emozioni e dei sentimenti, le piccole e grandi sconfitte vengono vissute in modo abnorme, qualcuno di loro non è in grado di affrontare un "abbandono", danno di loro stessi un'immagine artefatta, ostentano sicurezza e invece sono molto fragili e indifesi!
Ma forse e lo dico con ironia, semmai a certi padri venisse in mente per davvero di dare una santa lezione a forza di sani ceffoni a certi ragazzetti, forse dovrebbero insegnare alle loro figlie il rispetto per se stesse in primo luogo, valorizzare e stimolare la loro autostima, trasmettere una sana e corretta educazione sentimentale, basata su solide fondamenta, per intenderci con i piedi per terra!
Qualcuno direbbe che io non faccio testo dal momento che non ho figli.
Ciao!

Crazy time ha detto...

li' per li' ho pensato fosse tua figlia.

unodicinque ha detto...

@ Crazy : no, perché altrimenti avrei optato senza indugio per il secondo metodo!!!

Anonimo ha detto...

Uno con la cresta e magari il tatuaggio e magari i pinocchietti puo'capitare a tutte. Ma di solito non dura, e qualche mese o qualche anno dopo diventa oggetto di risa irrefrenabili con le amiche del cuore.
angelina66

Artemisia ha detto...

Anch'io per un momento ho temuto che parlassi di tua figlia...
Beh, come altri qui sopra, prima di giudicare o di prendere parte, aspetterei. Non e' detto che chi sembra apparentemente la vittima della situazione lo sia davvero.
E poi, mettiamola cosi', lui potrebbe essere un pirla e lei, passata la delusione, potrebbe trovarne di assai migliori, no?
E magari lui pentito tornera' strisciando da lei, e lei gli fara' una pernacchia...
Beh, ora sto fantasticando io :-))