lunedì 28 dicembre 2009

Non tutti i mali vengono per nuocere (ma alcuni si)



Avete mai svuotato un appartamento? Ma no! Che avete capito!?? Non è che i maschi della famiglia Unodicinque si siano trasformati in ladri, è che ci si è trovati di fronte alla improrogabile necessità di liberare la casa che abbiamo venduto.
Sorvolo su tutte le implicazioni emotive e sentimentali che mi hanno più volte costretto ad appartarmi per dare libero sfogo alla commozione; voglio solo parlare di cosa significhi, per un essere umano, togliere tutto , ma dico proprio tutto, ciò che negli anni è stato poggiato, adagiato, infilato, nascosto, occultato, conservato, riposto in un casa di appena novantotto metri quadri, nella quale hanno vissuto fino ad un massimo di cinque persone.
L'impresa, vi assicuro, è a dir poco titanica. L'operazione avviene poi tra una serie pressoché infinita, di ….uhhhh, questo non si può buttare.....ohhhhh, ma guarda dove era finito!?!?.....ahhhh, eccoli i biglietti di auguri per la prima comunione!!! Insomma una continua interruzione, una teoria di soste indagatrici, di fermate strategiche, di pause “umide”.
Però questa è la vita e ad un certo punto l'unica cosa che desideri è finire, ad un certo punto la stanchezza affoga le emozioni e si fa urgenza di concludere.
Così è stato, non prima di aver fatto una “pausa pranzo” tutta “omo” con brevissimo momento di relax opportunamente immortalato.
Quello dove eravamo sdraiati era il lettone dei miei, la meta più ambita di me bambino. E' stato bello chiudere un epoca fissando l'immagine di tre uomini sorridenti uniti da un vincolo di affetto e complicità (anche perché avevamo svolto si e no un terzo del lavoro, la sera avevamo ben altra espressione)

9 commenti:

Anonimo ha detto...

sì sì come ti capisco.... svuotare la casa del nonno fu per una splendida avventura indimenticabile- avevo 13 anni - ne percepii soprattutto l'aspetto esplorativo-di scoperta ,e fu sicuramente un'esperienza "filosofica"
Jonuzza

ilbibliofilo ha detto...

è successo anche a noi (i miei fratelli e io) quando morì nostro padre e svuotammo la vecchia casa... molta commozione e muscoli indolenziti (ma non potevamo lasciare a mani estranee libri, carte e ricordi di tutta una vita...) e "bandiga" finale nella nuova casa, dove mia moglie aveva fatto le tagliatelle

unodicinque ha detto...

@ ilbibliofilo: "bandiga"!!!! La so, la so......

Giangiacomo ha detto...

L'ho fatto anch'io.
Ma ho potuto permettermi di farlo a freddo, cioè alcuni anni dopo la "mancanza". E ciò mi ha permesso di assaporare con maggiore distacco, e con qualche punta di piacevole nostalgia, gli inevitabili ricordi evocati da ogni piccolo e grande oggetto.
Ma sono contento di non avere altre opportunità che ciò riaccada...
Hai ben raccontato un momento assai intimo, accennando solo nel titolo al tuo personale stato d'animo.
Solo una cosa vorrei chiederti: il tag "la famigghia" denota anche per te origini sicule?

unodicinque ha detto...

@Giangiacomo : no, nessuna origina sicula (anche se non mi dispiacerebbe affatto), solo una puntina di ironia.....

giulia ha detto...

temo un girono di doverlo fare e la cosa mi spaventa, confesso.

Buon anno

Artemisia ha detto...

Non avevo grandi legami con l'unico appartamento che ho svuotato. Quindi (a parte la fatica) prevaleva l'entusiasmo per la casa nuova.
Non deve essere stato facile.
Un abbraccio e tanti auguri a tutti i fantastici cinque!

I Care ha detto...

Confesso io sono stata vigliacca, non ce l'ho fatta! Al momento in cui abbiamo venduto l'appartamento che è rimasto intatto per un paio d'anni, io non facevo altro che gironzolare, come un cane perso, tra le cose, andando da una stanza all'altra incapace di fare alcunchè. Poi, mia cognata, la moglie di mio fratello, che non ringrazierò mai abbastanza, ha sgombrato il tutto, mentre io mi limitavo alla manovalanza, inetta per giunta. Alla fine abbiamo trattenuto qualcosa, ognuno di noi figli, ma non ciò che più ci piaceva, ma ciò che ci capitava tra le mani e sembrava non volersi staccare da esse.

lavinia ha detto...

I miei genitori hanno venduto la loro casa, loro da una vita, pochi anni fa. Ne hanno comperata una molto molto più piccola, ma tutta nuova con l'ascensore perfetto per handicappati, le porte a misura invalido ecc. ecc. pensando al futuro che forse li attende...
In realtà non abitano mai a Bologna in questo nuovo apartamentino, se ne stanno sempre in motagna, montanari loro ...
Ma quando hanno dovuto svuotare la CASA! Quanti pianti ho fatto! Quante cose ritrovate! Quanti ricordi! Nel trasloco ci siamo divise tante cose che non avevamo il coraggio di buttare.
Mia sorella diceva "Meglio che lo facciano loro adesso, no, piuttosto che noi un domani, quando loro non ci sono più!"
Ma è stato comunque tristissimo.