domenica 30 maggio 2010

Se le panchine potessero parlare...



…...quante cose potrebbero raccontare.
Di tutte le persone che si sono sedute per un attimo o per molto tempo di giovani e meno giovani di giovani mamme spaventate dall'immenso compito di anziani rancorosi o pazienti di uomini rassegnati di donne sole di amori impossibili e amori nascosti di amori appena nati o amori finiti di speranze di illusioni di operazioni terribili di malattie indicibili di sofferenze passate o presenti di delusioni e speranze di storie finite male di storie finite bene di storie finite di storie mai cominciate di voglia di cambiare di bisogno di partire di cose che nessuno altro ha mai saputo o forse di cose che nessuno voleva sapere di sparizioni inspiegabili di ritorni improvvisi di teorie bislacche di invenzioni bizzarre di pensioni che finiscono subito di privilegi ingiusti di malattie guarite di morti di nascite di costruzioni instabili di sentimenti nascosti di fardelli visibili e di pesi invisibili di gioie che si fa fatica a contenere di grandi dolori così grandi che bisogna condividere almeno con una panchina.
Se le panchine potessero parlare mi piacerebbe ascoltare.

2 commenti:

Susanna Bonaventura ha detto...

Le panchine hanno storie bellissime da raccontare. Di persone che sono passate, hanno riso, pianto, condiviso parte della loro vita sedute lì, talvolta lasciando il segno del loro passaggio.
Ti sei mai soffermato a leggere i messaggi, leparole scritte su qualche panchina? Sì, lo so, sono atti di vandalismo! Ma... leggere quello che qualcuno ha scritto, nelll'onda di un'emozione... Per me è impagabile!

Miriam ha detto...

Dal post sembra invece che tu hai già la capacità di ascoltare "la voce" delle panchine, devo dire che non sempre ci soffermiamo ad ascoltare le sensazioni che ci vengono trasmesse da un ambiente o da un oggetto inanimato, diciamo che siamo più coinvolti e distratti dai fatti e dagli eventi personali che altro, tutto il resto è considerata una perdita di tempo!
Rischiamo di perdere questa capacità che secondo me è insita negli esseri umani, non dovremo mai smettere di coltivare e curare questa capacità che forse è un dono, chissà!